“Sto bene!”

“Proprio nel momento in cui tutto rifiorisce e la natura si presenta con i primi colori, nella terra ancora arsa e dura si aggirano anime con la stessa fattezza. Arse perché spolpate dai pensieri e dure perché non si riescono a scolpire al proprio interno.  Allora vorrebbero buttare ogni oggetto al vento, ogni mobile al proprio destino, perché quella è l’età per mandare a fare in culo il mondo.”
Ps. Sto bene più che mai
Sereno Notturno

L’onda si affronta guardando l’orizzonte

L’onda si affronta guardando l’orizzonte

Mi sono chiesto tante volte cosa fare, sfidare il tempo sperando non spezzi le vele o ritornare a riva lasciando placare la turbolenza.
Ogni volta la stessa domanda, eppure conoscendomi do la stessa risposta. Se torno a riva vanifico il mio percorso, forse troverò le stesse insidie, ma cercherò di destreggiarti con l’esperienza. Ritornando a riva non saprò mai cosa mi sono perso.
Fermi e impassibili non si può stare, la vita non aspetta scelte o quantomeno ti incalza a viverla.
Signori, non si scende, si cavalca.
Sereno Notturno

Ascoltarsi

“Forse si è fatti per i respiri forti e strani. Quelli che mentre pensi, corrono veloci, perché non esiste staticità migliore che la consapevolezza di capire un tuo stesso pensiero. Lì ti immergi e lo ascolti.”
Bella notte
Sereno Notturno

Cammina oltre

Cammina oltre
Quel giorno pioveva, anzi c’era il sole fuori, ma pioveva dentro.
Quel respiro fattosi lieve, lentamente si ferma poi riparte pacato, per far tornare a vivere. Perché si sa bene, che tornare a respirare emozione è più di un salto di la dal presente.
Massaggi all’anima sono resi impercettibili se sfiorati da parole distanti o da sguardi assenti.
Non darò a nessuno la possibilità di appoggiarmi un piede nella schiena, per paura io mi sollevi. Sarò già lontano oltre la sua stessa orma.
Sereno Notturno

Buon mattino

“Buon mattino”
Riflessione davanti un buon caffè.
Il detto “accontentarsi” è sempre giusto e utile? Ognuno di noi è fortunato per ciò che ha in esistenza. Infatti si dice spesso accontentati di ciò che hai, perché c’è chi sta peggio, fin qui il ragionamento è giusto e riguardevole verso chi sta peggio di te. Il pensiero è questo: chi sta peggio di te sicuramente si dovrà accontentare perché a sua volta troverà qualcuno peggio. Allora tutto questo porta a doversi accontentare, magari vanizzando l’idea che si può sempre cercare il meglio da ogni situazione. Quindi carpe diem, ma anche cercare il meglio in ogni situazione ha il suo bel perché, non ci si deve fossalizzare solo in un pensiero comodo e meno dispendioso d’emozioni.
Sereno Notturno

“Qualunque cosa dirai, sarà frutto del tuo pensiero. Hai poche soluzioni, o qualcuno le condivide e poi se ne discute sul merito o farà finta di nulla perché tu sei troppo ingombrante per i suoi pensieri.
La propria idea crea abissi nelle teste dei non pensanti.”
Sereno Notturno

Pensieri al frullatore

Pensieri al frullatore
Alle volte, il bisogno di estraniarsi dalla realtà è una viva necessità. Non perché quella vissuta non piaccia, anzi il contrario. Per scaricare la frenesia e gli stessi pensieri che macinano come in un grandissimo frullatore.
Abbiamo la testa nelle medesime cose, cercando via via di trovare soluzioni diverse, che invece rimangono lì con un elenco di priorità costante.
Sereno Notturno

Trovo quieta l’irruenza ora

Trovo quieta l’irruenza ora
Ascoltami perché non rimanga
tutto in mano al fruscio del vento.
Sento che sibilando si nutre delle menti di ignoti.
Un punto fermo è che inizia con un gran frastuono,
raccogliendo a se ogni cosa
per poi farla ricader senza forma.
Arriva il tempo che un’anima si incontra col vento,
cercando di mitigare e portarlo alla ragione
rimanendo però confuso e inerme.
Continuare la corsa o fermarsi in quel tratto di strada nascosto,
pensando al perché di una folle irruenza.
Lo rincorre quell’anima notando i suoi movimenti,
lo spia mentre lui intento a non darsi pace
riprende e si alza senza capire quale sia veramente la sua meta.
La similitudine del vento è rappresentata dalla vita che scorre.
Senza in questo tempo, aver capito cosa fare,
il vento calerà e arriverà a divenire brezza per le stagioni future.
Occhi attenti e anima leggera,
solo allora seminerai conoscenza,
quella stessa, che ti aveva reso vulnerabile.
Fragile forse solo a chi
aveva letto in te persona debole, non è così se sei riuscito a sfidare il vento.
Quante volte ancora dovrai pararti
di fronte a quella folle irruenza, probabilmente solo il tempo di capire e viverla.

Sereno Notturno

Anime di pietra

Anime di pietra
“Spesso è così che ci si sente, in difetto verso tutti e in debito dell’anima all’indirizzo di molti.
Strane sensazioni.
Quando invece dovresti essere il primo a spargere entusiasmo e serenità agli altri.
Questo é il fardello di colui che pretende troppo, pure da se stesso.”

Esigenze

Esigenze
Senti il peso e capisci che forse, nel corso di tutti gli anni hai vissuto di solitudine dovuta ai tempi alle metodiche e alle esigenze. Per questo forse, si necessita di riscatto. Perché le anime che rimangono sole dentro, forse sono quelle più fragili fuori.
Sereno Notturno

Fotogrammi

Fotogrammi
“Nelle immagini sono racchiusi tutti i fotogrammi della vita. Ognuno di noi ne valuta pregi e difetti, volontà e rimpianti. Quello che maggiormente colpisce è l’evoluzione in un senso, quello del non ritorno. Se corri veloce non puoi allo stesso tempo camminare, se piangi a dirotto non puoi certo sorridere. Pensiamo a questo per capire il tempo. Se guardi un corpo nudo, ne guardi anima e solitudine, piaceri e dolori, orgasmi e paure. Bene, questa è scelta, dettata dall’anima.”
Sereno Notturno

Ragazzino

Ragazzino
Non perdere aderenza con la realtà, il passato è quello che ti ha reso uomo oggi; con gli sbagli, gli scazzi e le tue prese di posizione.
Con le scelte e gli eccessi, le rinunce e le speranze, tutte li a ricordarti chi sei.
Poco importa se sei stato persona giusta o sbagliata, l’anima deve far sentire il tuo odore e far continuare nella perseveranza e l’istinto.
Continui a celare la tua autostima e azzerare quasi i sorrisi, in nome di quel ragazzino che se lo cerchi vive ancora in te.
Sereno Notturno

Scartando un pensiero

Scartando un pensiero
“In alcune persone, nella fattispecie la mia, il dono della sintesi non è tra le proprietà usuali. Per lo più sono logorroico e rischio in molti casi di essere percepito in modo sbagliato. Per una volta mi piacerebbe semplificare dicendo la parola che ho sempre portato ad esempio: “Abitudine” Non si deve prendere la vita per scontata e tanto meno chi è al tuo fianco. La vita è un continuo mettersi alla prova, è forte chi reagisce alle intemperie del suo percorso. La vita, rimane il giorno, la sera, la notte e la si deve percepire e vivere con tenacia. Se ti trovi a un certo punto in balia della tempesta devi avere il carattere di governare la nave è pensare che passate quelle miglia il sereno e la quiete arriverà. Nel momento in cui alzi la testa se te lo meriti troverai la serenità di chi capisce il tuo modo d’essere e il tuo mondo, certo questa persona avrà tanta pazienza, tu la capacità di capire che nel momento in cui darai per scontato ciò che hai, quella nave tornerà nella tempesta. Nei cioccolatini le frasi sono più corte, nemmeno in questo riesco ad essere perfetto Sono forse poco dolce, ma anche il fondente ha il suo perché.”
Sereno Notturno

Trama

Trama
Fatichiamo a essere eccesso, pensiamo questo ci stravolga la vita i sensi e i movimenti. Così rapiti dagli eccessi altrui, impegnandoci  saremmo forse meglio.
Decisioni che abbiano sentore d’impossibile e imprevisto le dobbiamo prendere, altrimenti cristalliziamo nei nostri pensieri polverosi che sanno  di consumato, mentre noi al contrario siamo stoffa pregiata
Sereno Notturno

Predatori di emozioni

Predatori di emozioni
Colui che giudica una persona dalla presenza, pone un problema di libertà. Colui che opprime una persona e le impone un gesto la mette in condizione di subire. Chi fa di un gesto, motivo per capire e capirsi, forse ha una bella anima. Ciò non toglie, possa avere quest’ultima in subbuglio e in preda a volontà distorte Frutto di un passato che ne ha contaminato il desiderio.
Sereno Notturno

La mano sulla pelle

La mano sulla pelle
La ragione gli sussurrava di pesare ogni pensiero e capire qualunque silenzio.
Perché esiste una differenza tra le due cose e consiste nel capire che pensieri e silenzi sono entrambi muti, ma i primi sfociano in qualcosa che può essere positivo o negativo. Mentre un silenzio è sempre un ignorare e resettare qualunque cosa o persona.
Dobbiamo sempre superare i nostri limiti e non chiuderci mai nel silenzio perché può essere negativo pure per noi stessi.
Lui lo sapeva perché lo conosceva bene quel silenzio e viveva dentro di sé, vigile e malvagio riaffiorava ogni qualvolta ci fosse un cenno di gioia. Quasi a volerlo mettere in guardia e riportarlo alla realtà.
Stupida follia non voler maturare la propria esistenza.
Sereno Notturno

Percorsi

Percorsi
I libri della vita, li stiamo costruendo con lo scritto invisibile dei pensieri.
Non sono solo gli abili scrittori a scrivere un testo,
ma chiunque fa della sua vita una vera pagina vissuta.

Esistono spartiti della vita, con note alte e basse che seguono l’andamento.

Siamo noi che dobbiamo intonarle e colorarle con i colori dei pensieri.

Sereno Notturno

Mezzo secolo e più…

Non va bene essere simile agli altri, sinceramente capisci però, che solo così vieni compreso.
Tutto deve essere fatto con una certa cronologia, altrimenti per forza qualcosa non va. A più di mezzo secolo di vita, non mi piace essere messo dietro la lavagna come i cattivi.
Sereno Notturno

Vie traverse

“Le sensazioni delle vie traverse implicano tutte le risposte che puoi fare con molte varianti. Portano alla conclusione che un silenzio può essere espressione di menefreghismo oppure anche un modo per capire gli altri. Ti dicono come capire le anime che in molti non comprendono. Aiutano a valutare i benefici di una sonora risata o di un fragoroso vaffanculo, che il più delle volte è liberatorio.
A proposito la sensazione delle vie traverse non esiste, vive solo nei miei pensieri.”
Sereno Notturno

Liberarsi

“Siamo fatti per la maggior parte d’emozioni, molte non le riusciamo a vivere e condividere. Siamo di corsa nei percorsi affannosi, quando dovremmo semplicemente respirare. Anche gli orgasmi sono di fretta, quasi sia una prassi consolidata arrivarci. La risposta la troviamo nella complicità dei gesti, lasciandoci andare anche a quelli mai provati.”
Sereno Notturno

Pensieri come aghi

“Ci si pone spesso la domanda di cosa sappiano realmente di una persona che incontrano
Cosa capiscono come primo impatto di qualcuno. Perché sono pronti a giudicare solo da un piccolo discorso. Cosa c’è realmente dietro qualcuno, quali necessità o mancanze. Trovi chi esprime un parere come fosse la bocca della verità, in realtà quella persona cerca, forse di capire, le proprie mancanze o le proprie solitudini, dovute a un mondo che non si ferma nemmeno a pensare.
Allora, si rifugia in un pensiero proprio, nel buio di una stanza, come si trovasse sul lettino di uno strizzacervelli, pronto a capirsi e a non dare giudizi.
Sereno Notturno

Percezione e ricordi

Percezione e ricordi
Capitava sempre per caso, non doveva esserci la richiesta di un perché improvviso, bastava un cenno d’intesa e tutto scorreva.
Allora era questo che ci univa, trovandoci di fronte al bar frequentato da chi sapeva vivere quella vita, la sola che conoscevamo. Le nostre non erano auto ma salotti e non stavamo semplicemente in auto, ma nella hall di un albergo, quella pareva. Le ragazze erano complici nostre, loro sapevano che alla fine i nostri discorsi sarebbero stati offuscati dalla birra o da uno spinello, loro quello desideravano. Il discorso doveva diventare piccante per rendere la serata vissuta. Certo, magari ci si addormentava in auto con la scusa di smaltire, poi c’era sempre qualcuno che si svegliava e urlava: “che si fa?” Si prendeva e si andava al mare alle tre di notte, si riposava ancora in macchina o in spiaggia, dopo, il bagno completamente nudi e si aspettava l’alba. Sembrano poche cose ora, allora erano la vita nostra, la stessa che vivono i ragazzi d’oggi… quell’età, ora loro la buttano via annoiandosi e facendo danni. Ognuno ha il suo periodo, io non cambierei una virgola dei miei eccessi, mi hanno reso quello di oggi, quello che cerca di essere un padre che sa prendersi in giro, ma non disdegna i confronti.
Sereno Notturno

A tutta forza

Si va certo, perché noi siamo caricati a molla. Non sappiamo per quanto possiamo avere questa ricarica. Nel frattempo sorridiamo per le nostre insicurezze che diventino realtà, per il sorriso di un bambino che vuole essere un grande, che, riscopre il lato dolce delle piccole cose. Siamo fatti per le sfide impossibili, non vogliamo arrivare al porto e sentirci dire non si può scendere. Noi abbiamo organizzato la rotta insieme siamo salpati e tutti scenderemo. Staremo sempre davanti, guardando dritti innanzi a noi, vigili di quello che abbiamo dietro. Aiuteremo chi fatica ma non chi se ne approfitta. Noi siamo svegli per capire questo, anche se loro pensano il contrario. Porteremo chi lo desidera a scoprire le vie della vita e le guarderemo vivere ai nostri occhi. Scarpe comode che non lasciano entrare i sassi, troppo scomodo fermarsi a toglierli. Chi li ha ancora ascolterà i vecchi, gli altri i loro ricordi. Viaggeremo, saliremo e scenderemo da quel treno delle emozioni, non chiedendo dove porta. Alla fine quella destinazione in fondo la cerchiamo noi, gli altri scenderanno alla loro. L’importante é partire sempre, avendo la valigia piena di vita.
Sereno Notturno

La venditrice di tessuti

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La venditrice di tessuti

Ognuno può vivere questa breve storia nella sua semplicità, qualcuno rimarrà colpito altri non lo leggeranno neppure. Patrick sicuramente vivrà col ricordo di questa esperienza, e ne trarrà forza per la vita.

Lei era appena uscita dalla doccia, a tentoni cercava l’accappatoio all’angolo del muro, i piedi in terra e a gran voce chiamò il compagno: “Patrick che ne pensi se domani chiamiamo anche una coppia di miei amici alla cena, sai non passano un bel momento.”
Lei non vide ma all’uomo gli si illuminarono gli occhi, perché gli piaceva saper d’essere di conforto, Già… lui sapeva.
Patrick era un uomo belloccio sulla quarantina, uno studio passato di economia e un master MBA in business and amministration conseguito.
Praticamente un broker finanziario ossia un professionista che media tra le varie compagnie assicurative per far guadagnare il più possibile al proprio cliente.
Era la vigilia dell’ultimo dell’anno e lui aveva lavorato fino al mezzogiorno poi era andato a pranzo con un amico, che subito intuì in lui una marcata malinconia, ma Patrick alle continue domande di Pier aveva risposto vagamente. Finito il pranzo si salutarono con la promessa dei saluti per gli auguri.
Patrick era molto appariscente anche nel modo di vestire, sempre impettito, ordinato e in tinta, lui non faceva caso se vestito così si mescolava in un mercato rionale o a una riunione di lavoro, per lui era normale essere così.
Nervoso, teso sino all’inverosimile, confuso e in preda a uno stato d’ansia pesante, tanto che prese il primo treno in una qualsiasi direzione, così senza meta alcuna e con fare quasi da uomo di strada, salì e si mise a sedere per terra proprio di fronte al gabinetto chiuso, un cattivissimo odore usciva da sotto la porta, ma lui non se ne fotteva proprio.
Passavano le stazioni, quando finalmente decise di scendere, la sua intenzione era chiara: voleva porre fine alla sua vita, ma al contrario del suo lavoro dove era abituato a rischiare, lì proprio non sapeva come affrontare quel momento, girò per le strade di Saint Louis e guardò più volte il Missouri per prendere il coraggio e buttarsi da un ponte, niente proprio non riusciva. Tanto che al pomeriggio tardi prese il treno di ritorno. Stavolta nello scompartimento si mise a sedere tanta era la stanchezza, nonostante gli abiti eleganti si intravedeva che era stato in ogni dove, macchie di unto e un leggero puzzo di olio, si era macchiato nella panchina sporca di quel vagabondo.
Si era messo in quello scompartimento poco affollato, di fronte due persone con un bambino e di fianco dall’altra parte una donna sola, che continuamente lo fissava, mentre lui alzava ogni tanto gli occhi verso di lei. Come poteva esistere un uomo vestito a quel modo e nello stesso tempo così sporco. Durante il viaggio a mano mano scendevano i passeggeri, rimasero i sedili liberi e la donna gli si avvicinò chiedendo se avesse bisogno di qualcosa, vedendo che lui si muoveva visibilmente nervoso.
“Buonasera a lei, può sembrare un approccio strano, mi incuriosisce questo suo atteggiamento, quasi a chiedere aiuto a qualcuno, posso essere di conforto?”
L’uomo a quel punto scoppiò in lacrime e stranamente si aprì a quella donna di nome Virginia, dall’apparente età di trentacinque anni, viso spigoloso, mora e occhi scuri. Mani lunghe e curate.
“Sono un broker finanziario bravo nel mio lavoro a quanto dicono, preciso e scrupoloso, fino a quando sulla mia strada non ho incontrato uno speculatore che diceva di stare dalla mia parte e mi ha convinto a vendere a un mio cliente un’assicurazione che poi ho capito essere troppo rischiosa, non riesco a vivere con l’idea che qualcuno sia sul lastrico per colpa mia, ho deciso di non voler più fare quel lavoro e vorrei ridare indietro almeno una parte di quei soldi, ma debbo trovare qualcosa nel frattempo che mi permetta di poter far fronte ai bisogni miei.
Così l’uomo passò una buona ora a raccontare tutto a Virginia, la quale era presa in modo viscerale a quel racconto, lui si faceva tenere la mano e si sentiva incoraggiato da lei.
Fino a quando lei lo interruppe e gli disse:
“Ho una proposta da farti, io commercio in tessuti, ho qualche dipendente, ma ti assicuro che non riesco a tener dietro a loro e ai conti, mi fido di te, si capiscono le anime buone, sono quelle che si aprono e ti aprono il cuore”
A quel punto l’uomo alzò il capo, ma non riuscì a rispondere.
“Certo non sarà mai nemmeno avvicinabile a quanto potevi guadagnare prima, ma è pur sempre un aiuto”
Patrick aveva gli occhi lucidi e le lacrime gli rigavano il volto, era timoroso, ma guardando Virginia ritrovò un briciolo di sorriso.
Ora la storia sarebbe lunga da raccontare ma col passare dei mesi, Patrick riusci a rendere ogni centesimo dei risparmi che aveva e darli a quell’uomo, bonariamente truffato, Virginia si risollevò dagli impegni amministrativi e burocratici, trovando tempo anche per una qualche vacanza assieme.

Una piccola chicca, quando lei uscì dalla doccia quella sera chiedendo di uscire con una coppia in difficoltà, in realtà altri non erano che la moglie e il marito a cui lui aveva reso i soldi. Volevano in qualche modo far capire che gli sarebbero stati grati per tutta la vita.

Ora perché cazzo ho scritto questo breve racconto, non lo so, forse per far ritornare in tanti la speranza in qualcosa. Sia un lavoro perso, una storia mancata o un problema che pare invalicabile, ecco proprio voltando l’angolo può esserci il sereno.
Questo mi sembrava il modo migliore per darvi gli auguri di buon anno e l’esortazione a credere che qualcosa di bello esisterà sempre.
Franco

Agosto 2013

Immagino come vanno queste cose, ora sei in un modo e un bel giorno in uno stato diverso e forse mai ti ricorderai di oggi. Eppure questi sono i giorni e i periodi che maggiormente ti hanno insegnato la vita.
Basta un tramonto, uno sguardo, una domanda senza risposta.

Sereno Notturno