Ricetta

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Ricetta
Dosi: Sei persone
Esecuzione: Facile
Tempi di cottura: esagerati
Resa: magistrale
Ingredienti: Semplicità

La cosa era nata semplicemente come una sorpresa, dall’idea di una persona e poi con l’andar del tempo, (pochissimo) si è evoluta, tanto da avere l’appellativo di “festa a sorpresa”.
Si trattava di riunire nel più assoluto silenzio alcune persone e nella stessa assenza di rumore organizzare l’evento. Nulla doveva essere lasciato al caso, minuziose perizie, possibilità di partecipazione per un determinato giorno. Appurato tutto questo si doveva far cadere nella piacevole trappola il Capitano. Ovviamente con la faccia da tolla che ci si ritrova non è stato difficile. Le distanze tra i partecipanti non erano poi così impegnative, Da qui bene o male gli scambi originali, tutto era partito da questo:

Organizzatrice
“Come ho accennato ad alcuni di voi. .io e la (…) stiamo organizzando una festa a sorpresa x il nostro Capitano. . Milano.. e un modo anche per ritrovarci e stare insieme..per chi non ha problemi e senza crearsi casini ovvio.. avendo rispettivi mariti moglie.. etc..”

Domanda
“dove, come quando, perché?”

Organizzatrice
“Compleanno Milano
Festa a sorpresa
Lui non deve saper nulla
Perché lo faccio venir a Milano”
Dopo pasqua. Venerdì o sabato
Comunque il tempo c’é… per pensare e così prenoto qualche localino.

Narratore
Ricordatevi queste parole prenoto qualche localino.

Amica dell’organizzatrice
Giorno a tutti… concretizzando la cosa: il we di 10/04 – 11/04…Venerdi o Sabato da decidere e in quanti siamo per prenotare..nulla di eccessivo ..una pizza magari. Altre idee? Il festeggiato c’è con una scusa per una birra in compagnia e mia ha confermato…basta che gli facciamo sapere il giorno. Ecco ignora la presenza dei altri …infatti sarebbe quella la sorpresa in teoria.

Narratore
Dopo alcuni gorni di silenzio le prime voci

Domanda
Sorelle mie care, devote fedeli, anime candide e pure, sapete dirmi se, fra una genuflessione e l’altra, un oremus e l’altro, ci sono sviluppi circa il complotto del Capitano?

Narratore
Veniamo ai giorni antecedenti l’evento, per capire un secondo la dinamica della cosa.

Organizzatrice
Allora… domani 20:30 tutti a san donato.. alla stazione ..che ci raggiunge il capitano. .
Così Franco scende a Rogoreto
Lo acciuffiamo e poi si va
X il resto.. domani.. non dico altro..

Narratore
Ricordatevi questa frase, perché è il sunto della bellezza della serata, l’unico nome tenuto è il mio perché mi sono dato autonomamente l’autorizzazione.

Franco
Allora circa alle 19,30 arrivo a Rogoredo ok donne e uomini?

Organizzatrice
Ok.. aspetta . Li non ti muovere..

Narratore
Per capire bene la cosa, il tutto si svolge attraverso un gruppo di facebook, poi per le cose imminenti come i numeri di telefono per i contatti a fatica lo abbiamo svolto al momento.

Domanda
all’organizzatrice
Il tuo numero please. Sto arrivando

Organizzatrice
Ok.. noi dieci minuti e partiamo
Ti lascio qui il mio dopo, finisco due cosette

Narratore
Ecco ti lascio dopo qui il mio numero, significa non subito e quando mai allora… il punto in cui dice partiamo fra dieci minuti, significa un’eternità di tempo e io ero già li da un’ora.
Mi stavo pisciando sotto ahahah

Domanda
Frank, ma tu sei a Rogoredo?
Franco
Si

Domanda
OK, io sono appena arrivato a san donato
Prendi la metro e vieni qui a san donato. Cazzo! il Capitano arriva alle 19,30
Lascia stare le ragazze, che non hanno capito una mazza. Ho appena sentito l’organizzatrice al telefono, credeva che tu fossi qui a san donato

Franco
Chi?
Lei mi ha detto aspetta a Rogoredo.

Narratore
Lei mi ha dato appuntamento a Rogoredo, salvo poi essere in ritardo, su una strada che non conosce a un orario indecente per arrivare in tempo.
Quindi mi prega di raggiungere San Donato, dopo due ore che ero li a aspettare. Metto in spalla la mia tracolla e prendo la metro in direzione san donato. Arrivato, chiamo chi era li, ovviamente non poteva essere nello stesso posto di dove ero io, quindi attraverso il navigatore gli lascio le coordinate, salvo poi capire che la piazzetta era divisa in due. Da una parte la fermata dei bus fuori dalla metro e dall’altra tramite un sottopassaggio, chiuso a quell’ora c’era il mio grande amico a aspettare. Faccio un chilometro a piedi raggirando l’ostacolo e arrivato sul posto, finalmente lo saluto e salgo in macchina.
Si parla del più e del meno scherzando sull’organizzatrice di questo evento… (azzo) ahahahah.
Da li segue una telefonata fiume per spiegarci in realtà dove fosse il locale, attraverso una strada che arrivati a un certo punto se avessimo svoltato a sinistra saremmo arrivati subito, ma lei no, dice che li è meglio non entrare. Lei è una perfetta guida non aggiornata, con le pile scariche in una lingua approssimata all’afgano…
Finalmente dopo esserci fatti un tour arriviamo sulla strada giusta e scorgiamo in lontananza una persona che ci aspetta in una rotonda camminando avanti indietro. Beh a quell’ora si poteva pensare a qualsiasi cosa. In realtà era lei, tranquilla ridendo dice: “Ci avete impiegato un po’ di tempo:” Tacciamo e scendiamo.
Siamo arrivati finalmente e ci si ritrova tutti quanti. Guardo il volto del Capitano incredulo della sorpresa. Nonostante questo scherziamo come se da tempo ci conoscessimo e non solo attraverso un social. Questo è splendido. Ora possiamo andare a mangiare…fantastico finalmente ci si siede…
Dove?
Era un orario un attimo strano, ci avvicina il proprietario del locale chiedendoci cosa volevamo.
In un secondo scende il gelo e le ingiurie a lei, l’organizzatrice.
“Vi posso portare di la nella pizzeria, guardiamo se riusciamo a rimediare qualcosa per voi, ma direi ci riusciamo Poi se ne va via. Noi tra l’incredulo e lo scettico ci avviciniamo al posto, mentre a gran voce quasi urlando sentiamo il proprietario che chiama una persona. Sapremo dopo che in realtà cercava il pizzaiolo a fine turno.
Da li ragazzi vi assicuro è stata una favola.
Entriamo nel locale dove un centinaio di persone dai sessant’anni in su ballando il liscio, ci guardano come a chiedersi il motivo della nostra presenza.
Ci si siede in questi tavoli da arci, come in una polisportiva affollata di atleti. Da quel momento in poi vedo solo birre medie passarmi davanti, la pizza è solo una scusa per stare insieme. Un locale con i divanetti solo per i fumatori e tanta allegria intorno. Incuranti del fatto che ci vedavamo per la prima volta, sembrava uscissimo insieme tutte le sere. Chi ballava con gli anziani in una sorte di “cocoon della polisportiva” e chi molto semplicemente tra una pacca sulla spalla e un complimento faceva conoscenza.
Ecco la ricetta è questa, semplicità.
Loro mi hanno lasciato tanto, al di la di ogni previsione e vorrei ringraziare chi ha organizzato questo temerario incontro, perché con il suo modo di fare ci ha unito ancor di più. Ringraziare tutti gli altri perché si sono palesati in quello che traspariva attraverso un social, belle persone degne della miglior amicizia. Una grazie anche a chi non poteva esserci quella sera. Ci siamo riproposti un evento simile a breve e loro ci saranno. Questa ricetta include una considerazione di fondo. Voler fare a tutti i costi una grande cosa, si finisce per essere banali. Chi lo fa col cuore lascia un bellissimo ricordo, lasciatevelo dire dal più anziano. Grazie di esserci Franco

Sereno Notturno

Indecente e sofisticata analisi

 

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Indecente e sofisticata analisi
Non è il clima che rende pensieri vaneggianti. Nemmeno un ricordo triste che aleggia di tanto in tanto. Tanto meno rimanere soli, a quello si rimedia con la musica per mettere armonia. Già e poi il clima cambia i pensieri pure e la musica diventa rumore. Tu invece sei sempre tu, con quel fottuto tarlo dell’esistenza e qualcuno che ti dice: “cazzo lui si è uno di compagnia”. In fondo forse siamo tutti così, bisognosi di trasgressione da quella vita che tutti ti vogliono appropriare e da cui io voglio fuggire a occhi chiusi, dentro quel pensiero che molti anno e pochi applicano: Essere se stessi.
Franco

Notte brava-brava

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Notte brava-brava
Prima nota
Diciamo che dopo un po’ li ho fatti andare a casa. Non mi sembrava giusto aspettassero un cazzo di treno. Una stazione tranquilla con un malese che mi ha fermato dopo dieci minuti per chiedermi dove partiva il primo treno. Forse voleva saperlo per prendere la rincorsa e buttarsi. Oppure un trio due uomini e una donna che sorreggevano il loro compagno fatto. Il treno per Nizza in ritardo di 45 minutiI e fuori in pensilina alcuni parenti alto locati spazientiiti. Un attimo di problema l’ho avuto quando facendo effetto le mie 4 birre medie ho scoperto che il bagno per motivi di sicurezza era chiuso. Ho trovato un angolo degno per pisciare e sul più bello mentre spruzzavo gioia e non solo dallo sguardo, ma dalla consistenza della mia carne, con la coda dell’occhio distante cento metri scorgo i lineamenti dell’unica donna e Persona normale che aspettava un treno. Il desiderio di pisciare a mo di Benigni è stato impagabile anche se controllato a distanza e forse diventava eccitante. Si è messa la mano su un lato della faccia e non saprò mai se per non essere indotta in tentazione o perché lesbica. Intanto così poi continuo… Franco

Sereno notturno

Corri con la volontà

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Corri con la volontà

Oramai non puoi più fermarti, non puoi permettertelo proprio ora di scivolare contro le volontà del tempo. Perché quello è il tempo e ciò che lui desidera.

Un desiderio però non è detto debba essere esaudito, a volte va solo capito, compreso nella sua interezza. Poi sta in te saper scegliere cosa farne.

Alla fine però si torna sempre li e solo questione di tempo. Franco

Anima

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Devi essere tutto quel che vuoi e sentire tutto quello che sei. Trova il coraggio in queste piccole frasi perché nessuno te lo ricorderà. Quando sarai tra il filo logico delle necessità e quello del l’apparenza, scegli di vivere non avendo rimpianti per ciò che avresti voluto essere. Franco

Sereno Notturno

Fottiti Pasqua

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Fottiti Pasqua
Chi siamo noi alla fine. Quelli di tutti gli anni, noi con le nostre speranze, i nostri destini voluti o cercati. Quello che si intestardisco sui pensieri. Che ogni anno leggono le solite frasi sui social dove persone buone o che si professano tali, consigliano o dicono di essere uguali a loro. Perché a Pasqua vogliono così è non vivono se escono dalle loro abitudini del cazzo. Essere buoni per chi è in nome di chi, poi solamente a pasqua come a voler mettersi al riparo la coscienza. Non hanno ne coscienza ne conoscenza ma mettono solo pena. Forse solamente perché nei loro voleri esiste un bene che non hanno mai avuto e che non possono cercarlo in una riga di conforto qui. A loro, agli uomini, donne, anziani, bambini, ripeto sempre una cosa da anni. Vogliate bene alla vita e sappiate di averla in affitto, non abusate dei vostri coinquilini e sorridere ai vostri vicini, compagni, compagne. Quella si chiama sincerità e alla fine conta più del semplice apparire. Franco