La sorpresa

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La sorpresa
L’inizio della scuola è spesso sinonimo di trasgressione per tante persone, inizia per gli amanti del genere quel periodo di violazione delle proprie “abitudini” rivolta alle famiglie distrutte.
Un titolo forse scontato:
«Ciao ci vediamo in mattinata?»
Un ipotetico messaggio di lei, media età, al cellulare di lui.
«Non vedevo l’ora cominciasse la scuola, prima non avevo un attimo di tempo e quel poco che ci si vedeva non mi bastava.
Domani in mattinata sei al lavoro o riusciamo a incontrarci?»
La risposta non si fa attendere troppo nel display del cellulare.
«Ciao folle donna vogliosa, in realtà porto mia figlia a scuola e poi ho un appuntamento alle 11, quindi ci possiamo vedere.»
Lei
«Magnifico al limite facciamo colazione al bar, così ti mostro pure la Opel rossa col tettuccio bianco che mi ha regalato mio marito.»
Lui
«Ottimo allora alle 8,30 al bar, dimmi quale!»
Lei
«Quello un po’ più appartato, appena fuori dal paese sulla sinistra»
Lui
«Ok ci becchiamo al bar, sapessi che voglia.»
Tutto il pomeriggio e la sera stessa aspettando il mattino seguente.
Il giorno dopo davanti al bar si ferma la Opel rossa col tettuccio bianco e scende un uomo con la barba, sembra piuttosto ansioso dell’incontro programmato. Sta per aprire la porta e entrare al bar, quando sente subito dietro una voce femminile.
«Ciao ma noi ci conosciamo bene, i nostri figli sono in classe assieme, per l’amor di Dio, dimmi che non è vero, pensavi veramente di telefonare a mio marito? Cos’è una vostra fantasia che tu ti finga una donna e poi in realtà scopate insieme? Cazzo, siete due omosessuali, io già ero inviperita nel voler scoprire la tresca di mio marito, finalmente ero riuscita a fottergli il suo cellulare… ma questo porca puttana non lo posso sopportare.»
Lui rimane con la salivazione azzerata e con quel poco di fiato che trova le fa un piccolo sorriso e esclama:
«Non è come pensi»
In conclusione si deve stare attenti, perché alle volte ciò che si pensa non è il male minore.
Franco

Soul

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Soul
Rimane tutto ciò che non hai voluto spendere.
L’anima non vive di denaro, si nutre di sensazioni, anche se in verità alla fine il minimo sindacale dovrebbe spettare a tutti.
Perché di danaro ce ne sta a palate ma è suddiviso in modo immondo, così come la bontà.
Franco

Mani flesse

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Mani flesse
Siamo follia che arranca, desideri percepiti e insaziabilità d’orgasmo.
Siamo un connubio di volontà e intenti, così nel caos da perderci all’incontro di ogni emozione. Ma non per questo ce la lasciamo fuggire.
Franco