Simil…pelle

Simil… pelle
Non si può scegliere come essere e nemmeno essere come tutti gli altri.
Questo non vuol dire essere diversi nei sentimenti proprie altrui, ma solo avere gesti e visioni che magari altri non hanno.
Siate sempre differenti con la gioia di esserlo.
Franco

Respiro

Respiro
Cerco l’altro me stesso giorno e notte.
Cerco i passi e i miei respiri, forse quello che non c’è mai stato dentro quest’anima o forse quello che la presunzione vorrebbe ci fosse, ma si cela dentro una dura scorza che vive spremendo attimi e silenzi.
Vigilo sul mio sorriso come un avaro e impreco contro la mia rabbia senza saper perché… ma son me stesso da una parte all’altra di questa vita che ringrazio essere sorridente per la mia esistenza
Franco

Orizzonte

Orizzonte
Dispiace non farsi capire per ciò che si è veramente, per come si è fatti.
Ci sono tumulti accumulati negli anni che tolgono a volte pure il sorriso, non si è cosi per piacere, ma solo perché profondamente delusi dai passati modelli di vita.
Sereno notturno

Alba di piacere

Alba di piacere.
Il buongiorno non si fece attendere, lui aveva la carne dura, quella per intendersi che bucava le lenzuola e trafiggeva il desiderio altrui. Il piacere era lì tra le sue mani e lei lo sconvolse con le sue labbra, mentre lui sbirciava godendo nel sentire lei un lago di piacere. La vogliosa gli si poggiò sopra al membro inghiottendo sino in fondo quel duro cazzo che parea squartarla. La danza cominciava lenta, poi esasperante fino al punto che le carni formarono un solo canale dove lei lo sentiva salire quasi a togliere il fiato. Si godeva e si mescolavano umori e sapori. Lingue e godimento di quel giorno nato presto e continuato tra le lenzuola.
Buongiorno si dissero entrambi e voi godete.
Franco

La via

La via
Esiste spesso un connubio perfetto tra l’attesa di volere e il volere stesso. Come esiste pure, aspettare un orgasmo e avere un ottimo piacere. La via si chiama semplicemente lasciarsi andare.
Franco

Trofei rimasti nella nostra mente

Trofei rimasti nella nostra mente
Ti è mai capitato di fermarti e pensare a quante cose avresti potuto fare e che non sei riuscito per pigrizia o per fretta, forse perché magari non le ritenevi giuste o valide. Quante invece quelle che avresti voluto dire e ora non puoi perché sono cambiati i momenti o le occasioni. Magari a tua madre in un’occasione qualunque. Uno sguardo o un abbraccio senza in effetti ci fosse una valida motivazione, andandola magari a trovare a casa. Pensi mai a quante volte lei potrebbe aver scelto di dirtele ma tu uscivi frettolosamente dopo una lunga giornata di lavoro; vale la pena correre e non fissare sguardi e frasi di chi ti vuole bene? Non deve per forza essere uno sguardo del genitore, vale la stessa cosa per un amico, un collega, chi ti sta o stava vicino. Non esiste un tempo per fissare un sguardo, forse solo la volontà di farlo, in fondo non facciamo mai la stessa cosa rispetuta nello stesso istante e questo fa parte dello scandire della vita. Poi ci si pensa perché noi siamo fatti di emozioni mancate e mai riusciremo a colmare. Franco

Scie

Scie
Si mescolavano piacere e sudore, non capendo l’inizio dell’uno o la fine dell’altro. Pelle contro pelle, sensazioni una sull’altra, lasciando tracce orme e sagome sul letto del piacere.
Sereno notturno

Angolo

Angolo
Controlli ogni silenzio, ogni respiro e ti siedi nell’angolo di mondo, che divide la tua anima da quella degli altri.
Perché tu, fatto nell’unico modo consono al tuo carattere forte, non perdoni mai nulla a nessuno, portando a dura prova ogni rapporto.
Franco

Guardandomi

Guardandomi
Perché in fondo a quella via, in salita o discesa pieno di felicità e con l’anima dannata, senti il desiderio di capire te stesso. Lo fai con il silenzio di chi consapevole della propria età sinceramente vuole vedere i propri passi affondare in ogni desiderio e voglia.
Franco

Attimi

Attimi
Sensazioni forti, aveva sentore che mancassero quei sobbalzi che gli facessero capire il suo modo d’essere, il suo istinto e natura. Voler emergere da sensazioni circostanti, tutte simili tra loro e perpetrate da chi poco aveva a che fare col vero senso di vita.
Franco

Il regalo


Il regalo

“Questa non me la racconti giusta” disse lui, in quella sera afosa tanto che la pelle rimaneva appiccicata per contatto a qualsiasi cosa si potesse anche solo sfiorare.

“Tutto questo deve avere uno scopo, ti conosco bene” continuava l’uomo, mentre io nell’altra stanza dovevo stare in silenzio, perché questo era il desiderio di Mirna, questo mi aveva chiesto e volevo esaudire un desiderio. Sentivo ogni frase, ogni sussulto mentre io con le mani legate alla sponda del letto, in penombra mi guardavo, nudo come un verme con il paradosso però di trovarmi a cazzo duro.
Lei lo riempiva di moine, di paroline dolci e lui sempre più smanioso, veniva trascinato nella stanza bendato.
Ora la vedevo e mi eccitavano le sue forme di quel corpo nudo, coperto da una sottoveste blue elettrico, ne intravedevo le labbra e il segno del culo tondeggiante. Si voltò e mi guardò passandosi un dito sulle labbra facendolo scendere lungo il ventre. Arrivò li… con le dita tra le cosce e le inzuppò colma di piacere, dando quelle dita a lui da assaggiare. Lo mise in ginocchio e si sollevò la sottoveste, lui leccava e teneva il suo fallo in mano. Così la stronza gli tolse la benda e lui si trovò a masturbarsi sbigottito. Nello stesso tempo guardava me legato a cazzo dritto e lucido.
Ok ragazzi… trovate il modo di fottermi è mettendoci uno da una parte e uno dall’altra cominciò ad andare su e giù con le mani sui nostri membri. Lei a cosce aperte, aveva le labbra così dischiuse che un rivolo di piacere le scivolava sul lenzuolo. Li voleva tutti e due, smaniosa di godere com’era, pensava al culo e alla fica, quasi noi dovessimo giocare a una sorte di gioco per sapere dove metterglielo.
Facile pensare chi si sarebbe eccitato di più, difficile sapere chi avrebbe voluto smettere.
Quella sera era il suo gioco…
Franco

Respiro

Respiro
Puoi spiare la tua anima in cerca di un affannoso respiro che ti scava il pensiero. Cosa ti sta dicendo, che parte prende del tuo respiro che ancora non hai compreso.
Sei fatto di fiato e corse tra volere e sentire, ma nulla ti riesce di così grande da poter sentire un pieno sorriso, dovresti camminare col ghigno e vivere i momenti. Sei roccia, dura pietra e non riescono a scavarti.
Franco

Occhi socchiusi

Occhi socchiusi
Resta da capire se siamo all’altezza di chi ci vuole bene.
Una cosa da non sottovalutare, perché chi ci sta vicino è frutto di quello che siamo.
Meritiamo ciò che di bello ci circonda, e noi dobbiamo per sempre essere grati della loro profonda semplicità.
Franco

Sereno

Questa cosa porta compenso, per pelle, respiro e desiderio e ne ricompensa il godimento. Che sia guardando un gemito tra le labbra o un orgasmo sentito sulla pelle.
Ciò lascia odore di possesso e volontà.
Franco

Tu

Pensava agli occhi chiari di sua madre, silenziosi e vivi, ma spenti da chi non le faceva apprezzare la sua vita e le imponeva quella dei pensieri altrui. La vedeva indifesa ma forte dentro e fragile con gli altri. La vedeva presente agli occhi di sua madre, che se ora ci fosse le avrebbe sussurrato “va in mona e vivi la tua vita” ora non ci sono più e quei quattro occhi sono stati quello che di meglio mi hanno fatto andare avanti nella giungla dei pensieri e delle verità perdute.
Franco

Silenzi

Silenzi
Poi ti guardi dentro come sei, come vivi, con i tuoi pensieri e perplessità. Sfoggi la tua anima migliore, quell’inseparabile desiderio di guardare oltre le convinzioni e i modi d’essere degli altri.
In fondo pensare sdraiato col tuo corpo nudo crea quell’intimità che solo tu puoi avere e puoi gestire pelle a pelle.
Franco

Solchi

Solchi
Portava sensazioni sulla saliva, non un semplice bacio o una fugace leccata. Coglieva e resettava il piacere che incontrava.
Seguiva passo passo carne vene e pulsioni, sapendo cogliere quelle esplosioni deĺl’orgasmo.
Diligente piacer d’essere
Franco

Movimenti lenti

Movimenti lenti
Non so se esiste un angolo di follia che sta tra volontà e anima. Penso che ognuno la debba cercare, non fosse altro che per una quieta convivenza con sé stesso.
Irriducibile desiderio di follia, quella pura che ti scuote i pensieri.
Franco

25 Aprile e un pensiero

25 Aprile e un pensiero
Mi piace pensarla così questa Italia, la mia e la nostra, quella che si rendeva fiera di persone che lottavano contro il nazismo, quella piena di ideali e che univa nel bene di qualcosa o qualcuno. Siamo riusciti a rovinare tutto quanto, tutto ma proprio ogni cosa. Lasciandoci guidare da chi nel corso degli anni ha fatto il proprio puro interesse. Chissà cosa penserebbero tutti coloro i quali sono morti per l’ideale di libertà. Siamo oppressi da chi ci ritiene dei pagliacci guidati da clown, che svendono l’Italia e le fabbriche che l’hanno fatta grande. Ci circondiamo di gioventù annoiata che trova unico sollievo nel distruggere, nell’odiare tutto quanto in nome di un ideale malsano. Vorrei chiedere scusa ai miei nonni e a tutti quanti per non aver compreso la fortuna della libertà.
Franco

Solo attimi

Solo attimi
Devi pensare che la tua felicità è simile alle tue delusioni, perché nella maggior parte dei casi sei tu a crearle col tuo atteggiamento. Bello pensare sia così, e sapere che puoi essere padrone del tuo modo d’essere.
Il resto è destino
Franco