Mancano

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Faceva caldo quella sera d’inverno accanto alla stufa. Pareva soffocare mentre si parlava con le gambe rannicchiate a pensare.
Ora quella stufa non esiste più, nemmeno quei compagni sai dove siano e lui un uomo che mille ne sapeva fare lo ricordo ancora intento a saldare in quel garage mentre mi guardava col sorriso che non c’è più. Lei aveva gli occhiali e sempre felice di scherzare, era sua moglie… pure lei non c’è più. Se ne era andata anni prima mettendo fine alla sua esistenza intorno alla corda della tapparella. Eppure loro scoppiavano di felicità…
Mancano
Franco

Turbe


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Lei sapeva di essere così… preda e presa dal susseguire di quegli attimi intensi che non lasciavano scalfire gli istanti, ma ne facevano delirio e desiderio.
Si trafisse la carne fino al placare degli istinti.
Franco Pancaldi

Sai

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Sai
Cosa resta di tutti quei pensieri, frasi e discorsi passati. Cosa vive dentro quelle persone che li hanno letti, magari si sono immedesimate o al contrario hanno allontanato ogni singola parola. Quelle parole, frasi e discorsi vivono ancora in me, perché sono la mia mente e corpo, ma prolificano il brusio nella testa che comincia a dare sintomi di bonaria follia. Ogni discorso successivo pare essere fatto per lasciar dimenticare un percorso fatto prima, colmo di complicazioni dell’essere e fottuto desiderio di vivere senza ostentar sorrisi.
Non sono nato per essere una fonte di sofferenza, vivo e porto avanti quel massacrante e impietoso desiderio dell’anima.
Ascoltando allla radio, un luminare diceva che per vivere bene non ci si deve porre la domanda se farlo o no, lo si deve fare e punto.
Questo luminare pareva avesse le mie risposte.
Buona serata a tutti Voi

Impervie conoscenze

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Impervie conoscenze
“Mimetismo apparente”

Lui entrò, vestito solamente della sua intima carne, si appoggiò bendato e guidato dalla voce di lei che sussurrando gli disse siediti voglio sentire le tue labbra. Aveva ancora in mente quel tono melodico, hmm quella voce. ..
Non fece in tempo a capire, nemmeno muovere le mani che lei gliele aveva assicurate con la corda alla sedia. Sentì, certo quello sicuramente ma non semplice costrizione, bensì un’aroma intenso di sesso venire dalle due labbra. Lei questo voleva essere presa proprio così, al limite tra decenza e dannazione. Sentirsi mordere labbra contro labbra mentre lei le apriva sempre più fino a tracimargli il volto.

Franco

Solo mani e intenti

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Solo mani e intenti
“Mimetismo apparente”

Pensieri riflessi, che non sono sommessi, deliri indecenti parvenze d’intenti. Tutt’uno nella carne grondante, mescola saliva orgasmo e sudore indecente. Scivola in quel piacere.
Franco

Soffio

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Soffio
“Mimetismo apparente”

Quando pensò che il deserto fosse finito, si accorse di uno strano scricchiolio sotto la suola e capi che stava ricominciando il percorso in quella sabbia.
Alzò la testa, non vide nulla se non dune e vento.
Tornò ad abbassare lo sguardo ma le sue ombre erano sparite.
Sereno Notturno

Parlando al vento incontrai un eco

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“Mimetismo apparente”
Maggio 2015
Parlando al vento incontrai un’eco


 

Era stanco e cercava di mettere in fila i suoi pensieri annebbiati, fatti di pulviscolo del tempo e gocce di sudore della vita. Era tanto lucido con quella voglia di assaporare un silenzio in mezzo al frastuono e il cinguettio degli uccelli alle cinque del mattino. Perché pochi avevano il privilegio di farsi coccolare dalla natura che si svegliava e viveva nella notte. Svegliava il giorno accanto a lenzuola ancora stirate nell’altra metà e scendeva dal letto sicuro di non svegliare nessuno. Preparandosi quel caffè che berrà per intero. Non serviva troppo tempo per mettersi i vestiti, dopo essere passato a darsi una lavatina al viso, non serviva capire perché quel doccia schiuma durasse così tanto o la biancheria sporca fosse sempre a metà contenitore. Contava forse solo la consapevolezza, che chiusa quella porta, l’unico che l’avrebbe tornata ad aprire sarebbe stato lui.

Sereno Notturno