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Mezzo secolo e più…

Non va bene essere simile agli altri, sinceramente capisci però, che solo così vieni compreso.
Tutto deve essere fatto con una certa cronologia, altrimenti per forza qualcosa non va. A più di mezzo secolo di vita, non mi piace essere messo dietro la lavagna come i cattivi.
Sereno Notturno

Vie traverse

“Le sensazioni delle vie traverse implicano tutte le risposte che puoi fare con molte varianti. Portano alla conclusione che un silenzio può essere espressione di menefreghismo oppure anche un modo per capire gli altri. Ti dicono come capire le anime che in molti non comprendono. Aiutano a valutare i benefici di una sonora risata o di un fragoroso vaffanculo, che il più delle volte è liberatorio.
A proposito la sensazione delle vie traverse non esiste, vive solo nei miei pensieri.”
Sereno Notturno

Liberarsi

“Siamo fatti per la maggior parte d’emozioni, molte non le riusciamo a vivere e condividere. Siamo di corsa nei percorsi affannosi, quando dovremmo semplicemente respirare. Anche gli orgasmi sono di fretta, quasi sia una prassi consolidata arrivarci. La risposta la troviamo nella complicità dei gesti, lasciandoci andare anche a quelli mai provati.”
Sereno Notturno

Pensieri come aghi

“Ci si pone spesso la domanda di cosa sappiano realmente di una persona che incontrano
Cosa capiscono come primo impatto di qualcuno. Perché sono pronti a giudicare solo da un piccolo discorso. Cosa c’è realmente dietro qualcuno, quali necessità o mancanze. Trovi chi esprime un parere come fosse la bocca della verità, in realtà quella persona cerca, forse di capire, le proprie mancanze o le proprie solitudini, dovute a un mondo che non si ferma nemmeno a pensare.
Allora, si rifugia in un pensiero proprio, nel buio di una stanza, come si trovasse sul lettino di uno strizzacervelli, pronto a capirsi e a non dare giudizi.
Sereno Notturno

Percezione e ricordi

Percezione e ricordi
Capitava sempre per caso, non doveva esserci la richiesta di un perché improvviso, bastava un cenno d’intesa e tutto scorreva.
Allora era questo che ci univa, trovandoci di fronte al bar frequentato da chi sapeva vivere quella vita, la sola che conoscevamo. Le nostre non erano auto ma salotti e non stavamo semplicemente in auto, ma nella hall di un albergo, quella pareva. Le ragazze erano complici nostre, loro sapevano che alla fine i nostri discorsi sarebbero stati offuscati dalla birra o da uno spinello, loro quello desideravano. Il discorso doveva diventare piccante per rendere la serata vissuta. Certo, magari ci si addormentava in auto con la scusa di smaltire, poi c’era sempre qualcuno che si svegliava e urlava: “che si fa?” Si prendeva e si andava al mare alle tre di notte, si riposava ancora in macchina o in spiaggia, dopo, il bagno completamente nudi e si aspettava l’alba. Sembrano poche cose ora, allora erano la vita nostra, la stessa che vivono i ragazzi d’oggi… quell’età, ora loro la buttano via annoiandosi e facendo danni. Ognuno ha il suo periodo, io non cambierei una virgola dei miei eccessi, mi hanno reso quello di oggi, quello che cerca di essere un padre che sa prendersi in giro, ma non disdegna i confronti.
Sereno Notturno