Controluce

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Lo scenario è quello di un soffitta
tra le vecchie cose illuminate da un raggio di sole
che entra.

In controluce risaltano i tuoi seni che trafiggono i raggi

Contorno di un erotismo da delirio
dove primeggi aspettando
di cogliere la durezza dell’attimo.

 

Sereno notturno

Castigo

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Poesia

Segretamente guardo spalmare le tue forme

in quell’odissea di femminilità che risale la china.

Appaghi i miei puri sensi e lo fai consapevole

non avrai perdono, ma solo il castigo dei miei colpi.

 

Sereno notturno

Quel corpo

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Piacere liquido che si infrange sulle barriere della mia lingua.

Quasi a reclamarne un’appartenenza
che ora é parte della mia anima.

Lo sorseggio con cura e mi specchio nel tuo fare.

 

Sereno notturno

25 Marzo 2012

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Suggello al piacere

Siamo dipendenti dalle notti e con la stessa intensità loro ci guardano.
Stiamo attenti a non farci spiare dalla luna
che rischiara i nostri corpi stremati.
Consapevoli di una cosa soltanto, la luna ci guarderà anche domani, saremo ad attenderla.

Sereno notturno

Onda

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Labbra che sanno del nostro sapore.
Corpi che si mescolano al passare di
un’emozione, simile all’onda che s’infrange.
Restiamo indomabili come in un desiderio perverso.

Serenonotturno

In viaggio

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Le verità l’uomo aveva imparato fossero proprio quelle, il voler essere se stessi, dire come la si pensava, andare fuori dagli schemi, vedere più in la del proprio naso, arrivare all’asso del pane, arrampicarsi e arrivare all’uva dicendo che era matura e rimanere sempre se stessi, alla lunga era interpretato come fuorviante. Chi ci teneva a te spingeva sempre a avere le proprie ragioni, annebbiato dal fatto che probabilmente un’anima poteva essere cosi come risultava. Eppure all’uomo non mancava un venerdì, e non andava in cura nei centri specializzati era semplicemente e follemente se stesso. Sentiva probabilmente la necessità di essere invitato a casa dal buon Buk presentandosi alla porta con una scatola da sei di birre in lattina. Lui nel suo modo d’essere, l’avrebbe accolto nella penombra, in canottiera con la cicca in bocca. Nel caos di quella camera fatiscente, che sapeva ancora di donna, scopata in quella poltrona, consumata e rovinata dai mozziconi di sigaretta, impregnata ancora di quell’odore di un orgasmo precedente. Forse l’uomo dovrà cercare il suo amico negli ippodromi o nei bar vicini, seguendo l’odore della sua sigaretta accesa. Sfiorerà con lo sguardo qualche donna che fissandolo negli occhi gli ricorderà che lui il grande Buk, non passerà più di la e nemmeno da nessun’altra parte. Quindi non occorreva cercarlo in giro, ci si doveva limitare a seguire le sue verità che diceva in vita e che in pochi allora credevano. Franco

Sereno notturno

Potevi parlare e dirmelo

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Domandami cosa sento mentre mi sfiori col pensiero. Tenendo le debite distanze e continuando a fissare questo corpo decidendo di non volerlo toccare. Questo nuovo gioco che rende la mia carne lucida e turgidamente eretta. Mentre sadicamente ti poni davanti nella penombra, lasciando intravedere le dita che affondano nel solco profondo di un piacere. Dimmi perchè questo silenzio, mentre affondi e ritrai… dimmelo.

Sereno Notturno

Sete

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Spiegami bene questo tuo atteggiamento. Mi guardi in silenzio, sapendo che mi ecciti l’anima e il corpo, poi noncurante di tutto ciò mi stringi la testa e la scaraventi in mezzo a quel delirio dei sensi. Sai benissimo cosa penso, rischi di farmi rimanere senza fiato mentre ingordo bevo le tue emozioni. Al mio posto cosa faresti!. shhhhhhh…

Sereno notturno

Perseverare nell’istante

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Comunque lo vogliamo chiamare: immaginario dell’uomo, emozione desiderio. Resta sempre la verità della mente che si frappone a quella della carne. Le donne sanno del nostro immaginario. Da un lato fuggono troppo alla perseveranza, dall’altro non riescono a vivere senza.

sereno notturno

Verità che nessuno vuol sentire

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Come tutti gli anni l’uomo si appoggiava alla sua ringhiera nella notte fredda, in cui si riflettevano poche stelle, una luna torbida, con un alone biancastro semi sbiadito. Intorno un freddo intenso e la brina ghiacciata sugli alberi che parevano tremare. Silenzio nel raggio di chilometri, nemmeno un treno passava, avevano pensato anche a questo gli attentatori della tav, che lottavano con i loro mezzi per evitare quell’impatto su terre, colture e vivibilità.
Quella era la notte che ogni bambino aspettava, molti preparativi per scrivere la letterina, fare in modo che Babbo Natale atterrasse su un cuscino morbido del camino, in mancanza di quello lasciavano le finestre degli appartamenti aperte. Chi ancora poteva dire di avere un appartamento.
In ogni casa, l’uomo immaginava il comportamento delle persone, strette intorno ai loro figli, ai loro genitori o i loro cari. L’uomo guardava lassù perché nel frattempo si era accesa una stella, magari qualcuno che voleva far sapere d’esserci. Continuava a fissarla e sembrava quasi intermittente, come un enorme occhiolino, come segno d’attenzione.
L’uomo si sentiva di gelare li fuori, forse però era mitigato da quei pensieri, da ciò che lo circondava e che rendeva tutto più magico. A pensarci bene quello era il panorama migliore, la notte, il silenzio e sapere di avere una presenza lassù che lo confortasse, a questo forse l’uomo non aveva mai fatto caso come quest’anno. Quella luce era li da quasi un anno e pareva essere a proprio agio. Probabilmente era li che aveva chiesto d’andare e qualcuno l’aveva ascoltata. Quella notte però era piena di eventi: Babbo Natale arrivava, i re magi giungevano da lontano, avendo come guida turistica una cometa a indicare la retta via, poi qualcuno d’importante nasceva colui che forse sapeva tutto. Un pensiero buio si stampò sul volto dell’uomo, fra se e se si domandava se colui che quella notte nasceva, sapeva dove finiva, se era al corrente che sarebbe nato già con i debiti da neonato, non sapeva se c’era equitalia a aspettare la sua nascita per pignorare la culla a Giuseppe e Maria, perché così andavano le cose, nessun miracolo poteva servire. Sarebbe forse nato in una famiglia violenta con lui?. Era al corrente che probabilmente i loro genitori litigavano spesso?. Forse per colpa di quel lavoro che non arrivava, o perché non avevano detto tutta la verità a Babbo Natale, sulla loro infanzia difficile?. Di chi era la colpa di quella notte che tutti volevano fosse magica. Magari i genitori del nascituro sarebbero stati nel consiglio di Roma capitale anni e anni dopo, e lui si vergognava. Forse sarebbero stati titolari o legali rappresentanti dell’expo di Milano che avrebbe dato lustro alla città e alla nazione intera. Conosceva forse qualcuno che poi nel corso degli anni avrebbe perso un occhio in quelle rapine sanguinose dove ci scappavano i morti veri?. Lui che era nato era al corrente di tutto questo o fingeva di non vedere, perché gli uomini scontassero ingiustizie che non gli appartenevano. Quando l’uomo intendeva dire che lo spirito del natale si basava sul buonismo, intendeva questo, lo continuava a pensare fissando il cielo. I bambini, e Lui Bambino nato il 25 dicembre non potevano forse aver colpa di nulla. Tutti in quei giorni facevano finta di nulla e elargivano falsi sorrisi e pacche sulle spalle, quasi a dire per quest’anno non mi hanno beccato. Allora all’uomo scappò un sorriso, pensando alla scena dei Re magi che volevano tornare indietro, per mettere al sicuro i propri denari e preziosi.
Un ultimo pensiero fu quello che gli lasciò il sorriso, sapere come al mondo ci fossero altrettante persone che onestamente si guadagnavano la stima di tutti. Persone che non venivano mai citate o salivano agli onori della cronaca, ma che con il loro lavoro salvavano vite e pensieri, diffondendo sano amore. Quest’anno l’uomo aveva una richiesta da fare, che il messaggio di fine anno lo portassero proprio loro, persone qualsiasi che avevano qualcosa di straordinario, sapevano essere. A noi non servono persone che si vestono con la cravatta e a reti unificate, parlano, parlano, parlano, noi abbiamo bisogno di quelle persone che parlano con i loro silenzi.
Ora l’uomo li fuori si sentiva a proprio agio, sapendo che qualcuno l’aveva ascoltato
Franco Pancaldi

Sereno Notturno

Merry Christmas

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Esiste un modo giusto o sbagliato di essere, non sono bravo a fare un augurio, ma di una cosa sono convinto Ridete sempre.
Gli altri se ne accorgeranno, chi ci tiene a te ne è felice e a chi no rimane l’invidia. A voi costa poco mostrare felicità. Quindi fate un buon proposito, smettete di contare i sorrisi che siete in grado di donare. Franco Pancaldi

Sereno Notturno